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PUNTO VENDITA SAN GIMIGNANO
Via S.Giovanni, 16
San Gimignano (Siena), Italia
Telefono e Fax +39.0577.940407
Email assistenza@labucadimontauto.com

AGRITURISMO SAN GIMIGNANO
Loc. Montauto
San Gimignano (Siena), Italia
Telefono +39.0577.943049
Email info@labucadimontauto.com
Latitudine: 43.4493°N
Longitudine: 11.0375°E

LA BOTTEGA A SAN GIMIGNANO
La vendita diretta dell’Azienda Agricola La Buca di Montauto si trova nell’antico centro medievale di San Gimignano in via San Giovanni numero 16, immediatamente riconoscibile per i due cinghiali, naturalmente imbalsamati, che sembrano fare da guardia al negozio. E’ un indirizzo goloso e curioso per palati più raffinati ma soprattutto per gli amanti degli autentici sapori toscani. I salumi di maiale e cinghiale sono vere e proprie prelibatezze, realizzate con un sapiente e rigoroso lavoro che ha saputo apportare una ventata di novità e fantasia alla già rinomata arte culinaria toscana, senza alterarne gli antichi sapori.
Dall’amore per questo lavoro nascono veri e propri prodotti di “nicchia” da assaporare e gustare, prodotti d’inconfondibile genuinità: dalla famosa finocchiona di maiale al capocollo di cinghiale, dal tradizionale salame di maiale al favoloso filetto di cinghiale, dal salame di cinghiale con vino al pregiatissimo prosciutto di cinghiale, dal curioso salame di cinghiale con pistacchi e pinoli al particolarissimo salame di cinghiale con mirto (altra importante rivisitazione retrospettiva del passato). I salumi di cinghiale sono lavorati con le carni che provengono dall’allevamento dei cinghiali, il quale si trova anch’esso all’interno dell’Azienda.
La nostra Azienda Agricola, La Buca di Montauto, produce anche Vernaccia di San Gimignano D.O.C.G. (da non dimenticare che la Vernaccia è il primo vino italiano ad aver avuto riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata nell’anno 1966), Chianti D.O.C.G. e Olio Extra-Vergine Di Oliva.
La Vernaccia di San Gimignano D.O.C.G. è un vino eccellente come aperitivo, ottimo con piatti a base di pesce e crostacei; da servire fresco alla temperatura di 11-12 gradi.
Il Chianti D.O.C.G. è un vino rosso che può essere accompagnato a carni rosse e pecorini toscani stagionati. Il Chianti e i Salumi di Cinghiale rimangono un’accoppiata vincente!
Nel negozio, arredato con gusto e dedizione dalla proprietaria Antonella Capezzuoli, oltre alla vendita diretta dei prodotti che provengono direttamente dall’Azienda Agricola, è possibile ammirare una bella mostra di gustosi prodotti toscani, scelti con estrema cura: Pecorini, Grappa di Chianti e Vernaccia, Vin Santo, Miele, Pasta Toscana – Pici e Pappardelle -, Cantucci - tipico biscotto toscano -, Crema e Ragù di Cinghiale e l’imperdibile “spezia d’oro” di San Gimignano, il purissimo Zafferano, rigorosamente in pistilli.
CURIOSITA'
La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianchi più pregiati. Viene prodotto in una ristretta zona della Toscana corrispondente con il territorio comunale di San Gimignano.
E’ stato il primo vino italiano a ricevere il marchio D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) nel 1966.
Il nome del vitigno e del vino Vernaccia di San Gimignano appare, in tempi molto lontani, in documenti storici, Atti Ufficiali e brani di letteratura.
Negli “Ordinamenti della Gabella”, primo documento ufficiale, risalente al 1276, s’imponeva il pagamento di una tassa per ogni soma di Vernaccia esportata fuori comune, dimostrando come il commercio di questo vino fosse già fiorente. Anche Dante Alighieri menziona la Vernaccia all’interno della Divina Commedia, quando aggirandosi tra i golosi del Purgatorio, incontra Papa Martino IV, colpevole di non aver resistito, troppe volte, alla voglia di Vernaccia "Questi e, mostrò col dito, è Bonagiunta. Bonagiunta da Lucca: e quella faccia di Ià da lui più che l'altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l'anguille di Bolsena e la Vernaccia" (Purg. XIV, 19-24)
Da "Della natura dei Vini e dei Viaggi di PAOLO III", descritti da Sante Lancerio, suo bottigliere, nella lettera d’ordine di ottanta fiaschi di Vernaccia al Comune di San Gimignano, Sante scrive: "... è una perfetta bevanda da Signori et è gran peccato che questo luogo non ne faccia assai... ", amareggiandosi dell’insufficiente produzione di questo vino.
La troviamo ad allietare gli invitati al banchetto di nozze dei Medici-Rucellai nel 1468 come dono agli sposi dal Comune di San Gimignano. Graditissima anche a Lorenzo il Magnifico, la Vernaccia di San Gimignano è un vino bianco oggi, come ieri, molto pregiato, conosciuto e apprezzato nel mondo.

La coltivazione dello Zafferano ha una storia antica; molti documenti testimoniano quanto fosse intensamente coltivato e della sua importanza nell'economia sangimignanese del Medioevo. Prodotto carissimo costituì un elemento importante nel successo dei mercanti sangimignanesi dell'epoca. Nel 1228 il Comune di San Gimignano pagò i debiti, contratti per l'assedio del Castello della Nera, parte in denaro e parte in zafferano, e nel 1276 istituì gabelle di entrata e uscita trovando un cospicuo guadagno nel dazio di esportazione. Nel 1295 assegnò addirittura due addetti alla pesa dello zafferano con presenza fissa alle porte della Città dove si riscuoteva la gabella.
Lo zafferano purissimo di San Gimignano è coltivato con metodi naturali che escludono qualunque uso di prodotti chimici in ogni fase della coltivazione, dell'essiccazione e della conservazione. Gli stigmi dello zafferano vengono confezionati interi per garantire la loro qualità purissima e il loro aroma forte, pungente e leggermente amarognolo.
La campagna di San Gimignano, oltre i tanti prodotti di grande qualità, produce lo Zafferano la cui coltura è stata reintrodotta grazie all'associazione "Il Croco". La reintroduzione di questa famosa spezia è stata possibile grazie alla consulenza dell'UNIVERSITA' di Firenze e il contributo della Regione Toscana tramite ARSIA. Lo zafferano purissimo di San Gimignano s’identifica solo con questo marchio ed è un prodotto di altissima qualità come attestano le ripetute analisi chimiche ed organolettiche, tanto che sono in corso le procedure per il riconoscimento I.G.P. (marchio CEE relativo alle indicazioni geografiche protette).

Il Salame di Cinghiale con Mirto è una rivisitazione retrospettiva del passato.
Folgore da San Gimignano (1270-1332) menziona i “mortiti” nel sonetto di novembre che fa parte della corona "dei mesi", un raggruppamento di quattordici componimenti contenenti auguri di gioie per i mesi dell’anno. Folgore da San Gimignano è lo pseudonimo di Giacomo di Michele o Jacopo di Michele, poeta italiano che ritrasse nei suoi versi scene di caccia, giostre e conviti della ricca borghesia.
Apportando una ventata di originalità al già straordinario connubio tra mirto e carne di maiale, abbiamo creato il Salame di Cinghiale con Mirto, riuscita rivisitazione del già graditissimo “mortito”.